Parliamo un po’ di noi

Il Cassamortaro ha riaperto già da qualche settimana e vale la pena fermarsi un momento a parlare di cucina, piatti, menu, recensioni e Roma. Partiamo dal locale: abbiamo fatto dei lavori per rendere il giardino più accogliente, forse qualcuno lo ha notato, forse no. Ma tra illuminazione, piante e pavimentazione in legno rimossa, l’esterno ha acquistato in rigore geometrico e spazio, anche perché non abbiamo aumentato i tavoli. Il cambiamento però più importante ma meno visibile è avvenuto in cucina. Che è stata ampiamente rinnovata anche per poter lavorare su nuovi piatti che stanno entrando in lista questi giorni, con la supervisione di nuovi chef chiamati non a cambiare l’anima del Cassamortaro, solo a renderla più varia. Come tutti i cambiamenti, ci saranno pro e contro, favorevoli e contrari. Ci spiace per i secondi, a cui però chiediamo di darci il tempo di mettere a punto il nuovo e magari di recuperare il vecchio, dove serve. Un ristorante come il nostro non insegue le mode, ma deve cercare di essere sempre un filo sopra di esse. Compito non facile, ma che ci permette di avere un carattere e una personalità definita. Chi ci critica è sempre ben accetto, ma basta che la critica sia onesta. E qui passiamo all’argomento più spinoso del momento. Le recensioni sui vari social. Le polemiche che circondano questi siti sono note e non vogliamo rinfocolarle. Ma come si può postare una recensione negativa a ristorante chiuso da settimane per lavori? O confondendo il nostro con un altro locale? Ovviamente molte critiche, anche negative ma ben articolate sono per noi fondamentali per migliorare. Non siamo perfetti e proprio lo spazio per migliorare ci consente di continuare a...

La primavera porta un nuovo giardino

Cassamortaro si prepara alla bella stagione con un giardino completamente rinnovato. Venite a trovarci per scoprire quanto è grande la bellezza di Roma a cielo aperto.

Il freddo chiama polenta!

A tutti gli amici/nemici del cassamortaro!!!!!!!!!! Domenica polenta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Col freddo una bella polentata non ci starebbe male. Antipasto con taglieri di salumi, fritti e focacce ripiene, polenta con sugo di salsicce e spuntature, acqua, vino rosso delle langhe GIA’ e caffè 20€!!!!!!!!!!!!!!

101 Trattorie e Osterie di Roma

101 Trattorie e Osterie di Roma

Cassamortaro via Flaminia Vecchia 515 • tel. 06 3332528 Chiusura: lunedì • Ferie: 15 giorni ad agosto.  Il nome scatena qualche timore, magari un gesto istintivo, ma il Cassamortaro è davvero un locale perfetto per chi ama “essere in vita” mangiando bene. Una meta famosa in città non soltanto per gli abitanti di Roma Nord, uno di quei posti di cui si passa l’indirizzo agli amici quando si ha voglia di dare un buon consiglio.Osvaldo, papà dell’attuale titolare e mano espertissima nella realizzazione delle paste romanesche, decise di aprire un’osteria in quella che era allora, alla fine degli anni Sessanta, una zona quasi di campagna, dietro lo storico Ponte Milvio, a ridosso dei nuovi quartieri residenziali in costruzione Vigna Clara e Fleming. La grande arteria di corso Francia, nel viadotto del Tevere sino all’inizio della Cassia e della Flaminia Nuova, separava le prime sparute palazzine in mezzo ai campi. Si faceva ancora il bagno nel fiume e il prezioso ponte romano, testimone leggendario della vittoria di Costantino su Massenzio, era fortunatamente ancora sconosciuto agli adolescenti alle prese con chiavi e lucchetti… Tre metri sopra il cielo, in questo caso la battuta del “sottoterra” è scontata ma inevitabile. In passato qui non c’era quasi nessun punto di riferimento e la trattoria non aveva neppure un’indicazione esterna. Le persone si davano quindi appuntamento sotto l’unica grande insegna presente sul posto, ossia quella della famosissima impresa di pompe funebri, il “cassamortaro” in romanesco, che si trovava proprio lì accanto. Nel Duemila il locale è stato ristrutturato da Giancarlo, figlio di Osvaldo, che lo cura con attenzione e simpatia spontanea, insieme alla moglie Pina e alla sorella Cinzia. Il cuoco non è mai cambiato, è lo stesso che aiutava il papà e conserva tutti i segreti della cucina di un tempo. In inverno i coperti sono un centinaio, lo spazio interno, pur completamente rinnovato, presenta ancora alcune delle caratteristiche originarie. Il bancone quasi tecnologico, comodo per bere qualcosa anche in piedi, non disturba l’armonia dell’insieme. In primavera e in estate è davvero un piacere cenare a lume di candela nel delizioso giardino-veranda. Notevoli le fettuccine all’uovo con radicchio, la carbonara e gli spaghetti alici e pecorino. Se chiedete un assaggio di primi romaneschi, vanto del locale, non vi sarà negata l’occasione di provare diverse specialità senza dover necessariamente scegliere un unico sapore. Non rinunciate poi al cartoccio di patate e zucchine fritte, una tradizione in ricordo del vecchio “a portar via”. Squisite le pizze cotte nel forno a legna, sia quelle classiche che quelle particolari, tra le migliori che si possono mangiare a Roma. Anche carne e pesce sono ottimi, così come i dolci tutti fatti in casa; indimenticabile la torta al cioccolato. Una piacevole sorpresa la carta dei vini, con proposte interessanti e richiami minimi. E poi varie etichette di birra da accompagnare alla pizza. Il servizio è cordiale: aiutano ai tavoli ragazzi la cui gentilezza e affidabilità suppliscono a una conoscenza non sempre precisa del menu. Basta però chiamare Giancarlo, sarà lui a raccontarvi con grande disponibilità tutto quello che desiderate sapere. La clientela è eterogenea, in prevalenza giovane. Si mangia un pasto completo, escludendo il vino, con venticinque, trenta euro; con molto meno se si sceglie la pizza. L’osteria è aperta solamente a cena, e anche per il dopoteatro è sempre consigliata la prenotazione, soprattutto il venerdì e il sabato. Inutile cercare l’insegna, ancora oggi non esiste. Il locale è defilato ma non c’è problema, basta chiedere in giro del Cassamortaro, magari a un passante non troppo scaramantico. Visualizza...